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Assomilitari apre l'”Osservatorio Vessazioni e Suicidi Comparto Difesa e Sicurezza” per tutto il personale in uniforme e le proprie famiglie.

Visto il perdurare del problema suicidi tra il personale in uniforme, abbiamo attivato un “Osservatorio Vessazioni e Suicidi Comparto Difesa e Sicurezza”, con relativo SPORTELLO DI ASCOLTO.
Gli operatori sono professionisti civili esperti in ambito stress/vessazioni/suicidi e non legati all’amministrazione.
Questo per garantire massimo anonimato e supporto a tutti.
Vi chiediamo la cortesia di CONDIVIDERE AL MASSIMO con i vostri contatti in ogni modalità e piattaforma questi messaggi e questa iniziativa. Solo parlarne può salvare la vita di colleghi e amici.
Grazie a tutti.
Presidente di Assomilitari
Mar. Carlo Chiariglione

OSSERVATORIO ASSOMILITARI VESSAZIONI E SUICIDI COMPARTO DIFESA E SICUREZZA

Sportello di ascolto: SerenaMente in servizio

sportellodiascolto@assomilitari.it

PREMESSA

La connessione tra il disagio psicologico e la condizione lavorativa – con le sue caratteristiche organizzative e la sua complessa rete di significati e di relazioni interpersonali – costituisce un argomento complesso e ancora poco evidenziato. Tuttavia, l’importanza del rapporto tra lavoro e disagio psichico, è stata enfatizzata e confermata da numerosi studi che hanno sottolineato come le condizioni lavorative, possano essere considerate tra le principali variabili connesse alla salute mentale (G.Nolfe, Petrella et.al, 2007). Molti studi hanno evidenziato come le condizioni di stress lavorativo, il demansionamento o gli squilibri e l’ingiustizia organizzativa, ad esempio, costituiscano un rilevante fattore di rischio per lo sviluppo di patologie psichiatriche (Jasper K., 1964). Tali patologie possono essere di tipo depressivo, dello spettro ansioso, alterazioni dell’equilibrio socio-emotivo, alterazioni psico-fisiologiche, isolamento, fino a riguardare condizioni psico-patologiche più strutturate e complesse quali Disturbi dell’Adattamento, Disturbo Post-Traumatico da Stress e condizioni predisponenti al rischio suicidario (Keashly L., 2001; Matthiesen SB., 2004).

La prima conseguenza dello stress lavorativo o di possibili vessazioni subite è la perdita, da parte della vittima, della capacità lavorativa e della fiducia in se stesso. Da tale punto di partenza può innescarsi una spirale che, tramite un crescendo di disturbi psicosomatici, può sfociare fino al suicidio. Il disagio della vittima, può ripercuotersi anche sulla serenità dell’ambiente familiare, con il rischio di compromettere oltre il posto di lavoro, anche la famiglia, fenomeno questo, definito come doppio mobbing (Adams A.,1997).

Da quanto esposto finora risulta chiaro che, il Disturbo Post-Traumatico da Stress, inteso come “esposizione a evento traumatico quale morte, minaccia di morte o grave lesione” (DSM-5), non sia l’unica causa scatenante di disturbi mentali e tentativi suicidari. Il Disturbo Post-Traumatico da Stress può essere una delle cause di suicidio, ma non è l’unica e nemmeno la più la frequente. Molti dati in letteratura dimostrano infatti, che esistono condizioni apparentemente meno gravi ma costanti, definibili come micro-traumi, che agiscono silenziosamente giorno dopo giorno, e che intaccano la salute psicologica delle vittime, in special modo in un ambiente lavorativo, in cui le prevaricazioni, le vessazioni e le minacce, possono essere frequenti e implicitamente legittimate da un sistema estremamente gerarchizzato e auto giudicante. (Coyne I., Seigne E., Randall P.,2000).

Alla luce di quanto esposto, appare doveroso sottolineare che i dati scientifici prodotti e utilizzati dal Comparto Difesa e Sicurezza, non sono del tutto chiari, poiché considerano il Disturbo Post- Traumatico da Stress come unico possibile fattore per il rischio suicidario. Inoltre, questi dati tengono conto di una percentuale molto ridotta di casi, poiché si escludono, ad esempio, dalle ricerche gli operatori in congedo o quelli in età di pensionamento e riducono le conseguenze ad una sintomatologia assai ristretta, che considera unicamente l’impatto individuale escludendo gli effetti che si ripercuotono sulle condizioni lavorative, sociali e familiari. Inoltre, le metodologie finora utilizzate, valutano solo gli effetti immediati di un eventuale fattore stressante, imponendo un limite cronologico ben definito per la diagnosi, che invero non è possibile stabilire.

In un contesto altamente chiuso e gerarchizzato, come quello del Comparto Difesa e Sicurezza, l’argomento acquista una complessità ancora maggiore.

È opportuno precisare che lo stress lavorativo e il disagio ad esso associato, non siano condizioni che riguardano esclusivamente le persone fragili. Molti dati confermano che il fenomeno riguardi anche quelle categorie di lavoratori che, nell’immaginario culturale comune, ne sarebbero esenti, come chi appartiene alle organizzazioni professionali di Sicurezza e Difesa. Molti operatori appartenenti alle suddette categorie, ritengono il disagio psicologico come una forma di debolezza e d’inadeguatezza, con la conseguente resistenza alla richiesta di aiuto. Vi è inoltre un importante fattore contestuale da considerare: nelle organizzazioni in cui operano questi professionisti, vi è la generale tendenza a stigmatizzare il disagio psicologico, lieve o temporaneo che sia. Il risultato è che, quando anche l’individuo si rivolga alla propria organizzazione di appartenenza portando una propria difficoltà, questa non trovi accoglienza e supporto, ma anzi, vada ad incidere negativamente sull’affidabilità e sulla capacità lavorativa del soggetto stesso. Questa situazione implica che, tali operatori militari e delle Forze di Polizia, difficilmente chiedano supporto, individuando invero nello psicologo una figura di valutazione e controllo piuttosto che di aiuto e sostegno. Tale resistenza è del tutto giustificabile se consideriamo che gli psicologi interni alle organizzazioni di Difesa e Sicurezza, in quanto appartenenti alle medesime Amministrazioni, risultano subordinati alla linea Gerarchica e dalla stessa giudicati; ciò rende il loro intervento poco affidabile agli occhi dei colleghi operatori, che temono segnalazioni al rispettivo Comando, incorrendo, quindi, in giudizi e ripercussioni negative pregiudicanti il proprio percorso professionale. Ulteriore ragione a sostegno del timore di molti operatori a rivolgersi allo psicologo interno, ad esempio, è l’articolo 48 del DPR n. 782 del 1985, che prevede il ritiro del tesserino e dell’arma nel caso in cui un operatore necessiti di aiuto psicologico. In sintesi, molto spesso, situazioni di disagio e malessere, non particolarmente gravi al punto di mettere a rischio l’efficienza dell’operatore nei suoi compiti, rimangono inascoltati. Possiamo dunque individuare una matrice del disagio psicologico in questo sentimento di solitudine, d’impossibilità a comunicare e condividere con gli altri la propria sofferenza, senza il rischio di incorrere in ripercussioni sulla carriera e sul servizio, ovvero sulla serenità familiare. Alla luce di quanto esposto si può concludere che, affinché l’intervento psicologico sia realmente efficiente ed efficace, sia necessario che l’individuo in difficoltà, abbia incondizionata fiducia nella persona dello psicologo, prima ancora della figura professionale.

Nasce dunque l’esigenza di creare un centro di supporto e di ascolto psicologico gestito da una rete di psicologi e psicoterapeuti non appartenenti, quindi non gerarchicamente subordinati, alle organizzazioni di Difesa e Sicurezza, pertanto, in grado di garantire maggiormente i principi di neutralità e astensione del giudizio, che si configurano come presupposti fondamentali nel processo di cura psicologica e della relazione terapeutica. Gli psicologi e gli psicoterapeuti dello Sportello di Ascolto dell’Associazione AssoMilitari, sono tenuti al segreto professionale, come prevede l’articolo 11 del Codice Deontologico degli Psicologi. Non avendo nessuna dipendenza politica, etica o professionale con le Amministrazioni a cui appartengono i fruitori del servizio offerto, possiamo garantire agli stessi, assoluta riservatezza circa la loro identità e ruolo ricoperto.

FINALITÀ

Per quanto esposto, l’associazione AssoMilitari si propone di offrire un servizio rigorosamente esterno di supporto e ascolto psicologico, che mira esclusivamente alla promozione del benessere del personale degli operatori del Comparto Difesa e Sicurezza.

In tale contesto, gli operatori non dovranno ufficializzare presso la loro sede di servizio la difficoltà vissuta; tanto meno, gli psicologi e i psicoterapeuti dello Sportello di Ascolto avranno l’obbligo di notiziare alcunché alla Catena di Comando dei soggetti seguiti, evitando a questi il timore di sentirsi isolati, giudicati o penalizzati.

Il diritto alla salute mentale è un diritto fondamentale della vita di ogni singolo individuo, a prescindere dal ruolo istituzionale ricoperto o dalla sua organizzazione di appartenenza. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) stabilisce che la salute sia uno stato complessivo di benessere fisico, mentale e sociale e non la mera assenza di malattie o infermità. Tutti, nel corso della propria vita, possono aver bisogno di un ambiente che sia in grado di supportare la salute mentale e il benessere emotivo. Se tale supporto non risulta essere idoneo o viene a mancare, un semplice momento di difficoltà, può trasformarsi in un corollario di sintomi ben più complesso. L’obiettivo dello Sportello di Ascolto è garantire il diritto fondamentale ad essere ascoltati e supportati, quindi, il diritto ad avere la possibilità di recuperare il proprio equilibrio personale, familiare e lavorativo. Sappiamo bene inoltre, che ogni individuo è immerso in una rete sociale e familiare, oltre che lavorativa. Tale rete è da considerarsi un’importante risorsa poiché spesso, i familiari sono i primi a ravvisare elementi di sofferenza e difficoltà. Lo sportello è dunque aperto anche ai familiari degli operatori appartenenti alle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato, allo scopo di fornire ascolto e informazioni in merito a quesiti di carattere psicologico.

OBIETTIVI SPECIFICI:

Il servizio si propone pertanto di conseguire i seguenti obiettivi:

  • Promozione del benessere degli utenti che si rivolgono ad Assomilitari;
  • Prevenzione del rischio psico-patologico, attraverso l’individuazione precoce di possibili segnali di sofferenza e la conseguente attivazione di un progetto di sostegno e supporto individuale;
  • Realizzare un servizio di consulenza psicologica che attraverso una metodologia clinica possa favorire e valorizzare le risorse interne dell’individuo;
  • Offrire uno spazio neutro di ascolto estraneo alle dinamiche amministrative ed organizzative delle sedi lavorative;
  • Individuazione e valutazione di condizioni a rischio suicidario;
  • Sostegno nelle problematiche connesse alla quotidianità di natura lavorativa, personale e socio-relazionale;
  • Supporto a favore di operatori vittime di eventi traumatici o impegnatiti ad operare in contesti emergenziali;
  • Supporto alle famiglie degli operatori attraverso attività di ascolto e informazione.
  • Favorire la presa in carico psicologica effettiva per i bisogni inascoltati degli utenti.

DESTINATARI

Destinatari dello sportello di ascolto saranno tutti gli appartenenti al Comparto Difesa e Sicurezza e i loro familiari.

METODOLOGIA

La prevenzione della salute mentale e la promozione del benessere psicologico, devono necessariamente seguire un Modello Multidimensionale. L’essere umano è fatto di soggettività, ma anche di comportamenti e relazioni. L’approccio Multidimensionale è in grado di considerare l’individuo nella sua complessità, sia in termini individuali, sia in termini di rischio psico-sociale presenti nel contesto lavorativo e organizzativo. Ogni persona è infatti inserita all’interno di una propria rete personale e sociale di riferimento, ognuna con caratteristiche proprie. Allo Sportello di Ascolto potranno accedere tutti gli operatori che ne faranno richiesta attraverso il nostro sito.

Le prestazioni saranno erogate dagli psicologi iscritti alla sezione A dell’Albo degli psicologi e dagli psicologi autorizzati all’esercizio dell’attività psicoterapeutica ai sensi dell’art. 3 e 35 della legge 56/89, che manifestano la volontà di aderire al presente progetto. AssoMilitari si impegna a pubblicare l’apposito elenco reperibile presso il proprio sito internet www.assomilitari.it.

La prenotazione potrà avvenire, garantendo anonimato e riservatezza, contattando attraverso il nostro sito la Dott.ssa Maria Capece, psicologa responsabile del progetto, che si occuperà di operare una prima analisi della domanda. Successivamente al primo contatto, si potrà scegliere il professionista desiderato tra quelli aderenti all’iniziativa, il cui elenco è pubblicato nel sito.

Il primo colloquio potrà avvenire tramite video chiamata su Skype, WhatsApp o applicazioni similari o previo appuntamento presso lo studio del professionista, qualora la collocazione geografica lo consenta. Il primo colloquio è gratuito. Nel caso in cui l’individuo voglia proseguire, godrà di una a tariffa agevolata pari al 25% di sconto sul minimo tariffario nazionale.

Il metodo utilizzato è il colloquio psicologico di consultazione. L’approccio con cui si svolge il colloquio è centrato sulla persona e sul suo vissuto esperienziale e mirato a individuare e promuovere le risorse dell’utente.

Ai fini del monitoraggio del progetto e delle attività, il numero e il tipo d’intervento andranno registrati in forma anonima da parte dello psicologo o psicoterapeuta e trasmessi alla responsabile del progetto, compilando il modulo che sarà inviato a tutti i professionisti aderenti all’iniziativa. La Dott.ssa Maria Capece avrà cura di annotare le presenze allo sportello, la tipologia delle problematiche per le quali si richiede la consulenza e di relazionare circa l’esito del progetto con cadenza annuale.

MODALITÀ E TARIFFAZIONE

I nostri collaboratori assicurano ai soci e ai loro famigliari una idonea assistenza psicologica, con le seguenti modalità operative:

  • Consulenza gratuita attraverso messaggistica di WhatsApp o via mail, in riferimento a problematiche di semplice e immediata soluzione (il numero di contatto verrà eventualmente segnalato attraverso la mail di riferimento dopo un primo contatto);
  • La consulenza gratuita è rivolta a questioni “informative” di immediata e semplice soluzione. Per le questioni più complesse o che necessitano di una presa in carico più articolata, le modalità di consulenza dovranno essere concordate con gli stessi professionisti;
  • Prima consulenza gratuita presso gli studi o via Skype o applicazioni similari. La modalità di questo tipo di consulenza e l’opportunità di effettuarla viene stabilita di volta in volta ad insindacabile giudizio degli Psicologi e degli Psicoterapeuti;
  • Tariffazione agevolata riconosciuto a tutti i soci, pari a uno sconto del 25% sui tariffari minimi nazionali (https://www.psy.it/nomenclatore) e, comunque, sempre concordata con l’associato mediante la sottoscrizione di un preventivo accordo.
  • Tutti i costi saranno chiari e certi e verranno stabiliti prima di iniziare il rapporto.

 

 

CONSULENTE PSICOLOGO DI ASSOMILITARI E RESPONSABILE DELL’OSSERVATORIO 

Dott.ssa Psicologa Maria Capece: psicologa iscritta all’Albo degli Psicologi della Basilicata (n°790), specializzata con Lode in Psicologia Clinica presso l’Università LUMSA di Roma e specializzanda in Psicoterapia ad orientamento Psicoanalitico presso l’istituto I.R.E.P – Roma – Esperta in psicodiagnosi, disturbi di personalità e nel trattamento di vissuti traumatici -si occupa di adolescenza, età adulta, supporto genitoriale e familiare -ha collaborato con la ASL RM/1 partecipando a vari progetti di prevenzione e promozione della salute mentale negli istituti scolastici del territorio romano -ha svolto attività di ricerca sul trauma e gli esiti psicopatologici -ha collaborato con varie realtà associative occupandosi di sostegno psicologico individuale e familiare, diagnosi e attività di promozione del benessere e della salute mentale – Esperta in psicodiagnosi, disturbi di personalità e nel trattamento di vissuti traumatici.

PSICOTERAPEUTI PSICOANALISTI E PSICOLOGI COLLABORATORI DELLO SPORTELLO DI ASCOLTO DELL’OSSERVATORIO VESSAZIONI E SUICIDI DEL COMPARTO DIFESA E SICUREZZA

Dott.ssa Psicologa Silvia Costanzo: Psicologa Clinica e della Salute iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Puglia con il n°5853, Arteterapeuta e Psicoterapeuta in formazione ad orientamento sistemico-relazionale presso il Centro Studi “Change” di Bari – perfezionata in “Training Autogeno con metodo di Shultz” si occupa da anni di formazione svolgendo docenze in Comunicazione e Psicologia per svariati corsi di formazione professionale autorizzati dalla Regione Puglia – collabora con varie realtà associative per la promozione del benessere psicologico perseguendo obiettivi di prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi mentali – eesperta in Psiconcologia ed attualmente esercita come Psicologa e Ricercatrice presso l’IRCCS Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari – svolge attività privata con minori e adulti in setting individuali, di coppia e familiari.

Dott.ssa Psicologa Psicoterapeuta Nadia Giannalia: Psicologo -​ Psicoterapeuta sistemico relazionale si forma presso l’Accademia di Psicoterapia Familiare del Prof. M. Andolfi di Roma.​

Consulenza psicologica, diagnosi e cura, esperta disturbi d’ansia, problemi di relazione, psicoterapia individuale, terapie familiari, terapia di coppia, tecnica di rilassamento.​

  • psicologa.nadiagiannalia@assomilitari.it
  • Cell. 349 254 7927
  • Sede Operativa Palermo;

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