Il comando operazioni aeree dell’aeronautica militare

Pubblicato da Stefano Frezzotti il

PREMESSA

COMANDO OPERAZIONI AEREEIl Comando Operazioni Aeree (COA) di Poggio Renatico costituisce un comando intermedio posto alle dirette dipendenze del Comando Squadra Aerea e rappresenta lo strumento attraverso il  quale, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare esercita il Comando e Controllo (C2) sugli assetti dell’Aeronautica Militare impegnati in attività operativa e addestrativa.

E’ una struttura estremamente complessa ed efficiente con connotati tecnologici e professionali di prim’ordine.

E’ articolato in 3 grandi Reparti:

  • Italian Air Operation Center (ITA-AOC)
  • Reparto Preparazione alle Operazioni (RPO)
  • Reparto Difesa Aerea Missilistica Integrata (Rep. DAMI)

Il COA si occupa quindi di Difesa Aerea prioritariamente, di Comando e Controllo in tutte le sue sfaccettature e di formazione del personale dell’Aeronautica Militare sul Comando e Controllo.

Nel prosieguo dell’approfondimento prenderemo in considerazione i tre Reparti che lo compongono e le principali attività.

Per meglio comprenderne la missione è utile un breve excursus storico.

 

CENNI STORICI

La presenza dell’aviazione a Poggio Renatico risale al lontano 1918 quando dopo la disfatta di Caporetto, grazie alla Regia Marina Militare venne istituita una base di squadriglie da bombardamento in località Cascina Nuova dei pressi di Poggio Renatico, per supportare lo sforzo bellico che avrebbe portato al successivo sfondamento sul Piave e alla vittoria del 4 novembre. Sul sedime aeroportuale si alternarono diverse squadriglie di bombardieri anche successivamente alla fine della prima Guerra Mondiale. Infatti negli anni ’30 da lì operò l’8º Stormo Bombardamento Notturno sui Caproni Ca.73. Il quale operò intensamente durante le operazioni belliche in Africa orientale.

Durante il secondo conflitto mondiale divenne sede della Luftwaffe fino alla quasi completa distruzione in seguito ai bombardamenti che ne segnarono l’abbandono.

A seguito della fine della 2a Guerra Mondiale gli americani lasciarono a Ferrara un radar. Attorno a questo know how tecnologico si iniziarono a gettare delle solide basi di Difesa Aerea. Negli anni cinquanta venne costituito a Ferrara l’11º Gruppo Radar che nel 1972 venne trasferito a Poggio Renatico, dove era stato nel frattempo installato un nuovo sistema radar, più performante di quello presente nella città estense, rendendo così l’aeroporto uno dei centri della catena di controllo radar della NATO che si estendevano dalla Norvegia alla Turchia.

Negli anni ’80 la base acquisì maggiori capacità grazie ad innovativi sistemi di controllo e alla possibilità di collegarsi a velivoli AWACS.

Nel 1998 la base aerea di Poggio Renatico accoglie il Centro Operativo del Comando Operativo Forze Aeree (C.O.F.A.) volto a coordinare e pianificare l’impiego delle forze aeree per l’adempimento delle missioni dettate dall’ONU e dalla NATO. In seguito, nel 1999 si insedia il Combined Air Operations Center Five (CAOC 5) responsabile della difesa dello spazio aereo di Italia, Slovenia e Ungheria

Nel 2010, in seguito alla riorganizzazione degli alti comandi dell’Aeronautica Militare il COFA trasferisce le sue funzioni al Comando della Squadra Aerea (CSA) e viene soppresso; contestualmente viene costituito il Comando Operazioni Aeree (COA) quale Comando intermedio sempre alle dipendenze del CSA, avvalendosi del personale e dei sistemi di comando e controllo già presenti a Poggio Renatico.

Nel 2013, in seguito alla riorganizzazione dei comandi della NATO, viene costituito sulla base di Poggio Renatico il nuovo Deployeble Air Command and Control Centre (DACCC) della NATO. Nello stesso anno il Combined Air Operations Center 5 viene disattivato non prima di aver ceduto le proprie funzioni di comando e controllo al neocostituito CAOC di Torrejon in Spagna.

Nella base è inoltre presente l’European Personnel Recovery Centre (EPRC) che rappresenta un’entità dell’Unione Europea ed il NATO Deployeble Combined Air Operation Center (DCAOC) ovvero il Centro Operativo Aereo rischierabile.

ITA-AOC ITALIAN AIR OPERATION CENTER

L’ITA-AOC rappresenta il braccio operativo per mezzo del quale il COA esercita il Comando e Controllo sugli assetti di Ricerca e Soccorso (S.A.R.); sugli assetti della Difesa Aerea nei casi in cui vi sia una possibile minaccia alla sicurezza nazionale (minaccia “Renegade”) oppure in occasione di eventi ad alta visibilità allo scopo di rafforzare il dispositivo di Difesa Aerea affinché l’evento possa svolgersi in sicurezza; sugli assetti da trasporto aereo militare, quando sotto controllo nazionale, oppure come unica “interfaccia” nazionale, quando sotto controllo dell’European Air Transport Command (EATC) di Eindhoven, di cui parleremo più avanti. Inoltre ha la responsabilità della supervisione, coordinamento ed approvazione delle attività di volo quotidiane per tutte le Forze Armate e Corpi Armati dello Stato, che seguono la regolamentazione del traffico aereo operativo.

Tutto ciò è fattibile grazie alle diverse componenti di pianificazione ed esecuzione presenti all’interno dell’ITA-AOC. La componente di pianificazione operativa si occupa di pianificare operazioni aeree sul territorio nazionale e di proiezione verso i teatri operativi come pure di pianificare e condurre esercitazioni nazionali. La componente esecutiva è orientata all’esecuzione delle operazioni e al Comando e Controllo sulle operazioni.

La fase di controllo esecutivo sulle missioni, siano esse addestrative sul territorio nazionale che quelle proposte quotidianamente dai vari reparti, sia quelle operative viene effettuato dalla sala operativa nazionale.

Questi compiti vengono assolti tutti i giorni dell’anno senza soluzione di continuità.

 

DIFESA AEREA, S.A.R., TRASPORTO AEREO – SALA OPERATIVA ITA-AOC

L’ITA-AOC gestisce la Difesa Aerea che rappresenta compito prioritario dell’Aeronautica Militare. Il sistema di Difesa Aerea fin dal tempo di pace, è sotto comando NATO (il CAOC di Torrejon ha la responsabilità del controllo dello spazio aereo a sud delle Alpi, dalle Isole Canarie alla Turchia e dalle Isole Azzorre alla Romania fino alle Repubbliche Baltiche verso nord) tuttavia l’AOC nazionale monitorizza continuamente la situazione e la disponibilità degli assetti soprattutto quelli in prontezza operativa presenti sulle 3 Basi permanenti che sono: 36° Stormo di Gioia Del Colle, 4° Stormo di Grosseto e 37° Stormo di Trapani oltre quella temporaneamente istituita sul sedime del 51° Stormo di Istrana al fine di ottimizzare la copertura dello spazio aereo nazionale, in un’ottica di generale riduzione dei tempi di intervento e di tempestivo contrasto ad eventuali minacce.

L’attività più significativa è quella di contrasto alla cosiddetta minaccia “Renegade” tipo 11 settembre. Nel caso in cui si presentasse un evento di questo tipo che riguarda la sicurezza nazionale, la procedura per riassumere il comando nazionale degli assetti a terra o già in volo, è estremamente rapida. Grazie ai continui contatti tra il CAOC di Torrejon e l’ITA-AOC, si esegue una specifica check list cui segue comunicazione agli assetti interessati che sono transitati sotto comando e controllo nazionale. Ciò significa che la condotta dell’operazione avverrà secondo regole d’ingaggio che non sono più quelle della NATO, ma nazionali, approvate dall’autorità politica sin dal tempo di pace.

Il dispositivo di difesa aerea entra in gioco anche nell’organizzazione di eventi ad “elevata visibilità” come ad esempio il G8 e analoghi per i quali è richiesto alle Forze Armate un potenziamento della cornice di sicurezza.

In questo caso all’Aeronautica Militare è demandato il potenziamento della Difesa Aerea nazionale per mezzo della capacità di Comando e Controllo del COA e dell’ITA-AOC, e se richiesto, è in grado di garantire supporto logistico a tutte le Forze Armate eventualmente rischierate sul luogo dell’evento.

SOCCORSO AEREO (Search And Rescue S.A.R.)

L’Aeronautica Militare ha la responsabilità del soccorso aereo ad aeromobili della Forza Armata incidentati su terra e la responsabilità unica su tutto il territorio nazionale viene affidata al COA di Poggio Renatico.

L’attività di soccorso aereo in mare invece è di concorso (grazie alla capacità di coordinamento) alla Capitaneria di Porto.

L’AOC nazionale, tramite il Rescue Coordination Center (RCC), esercita il Comando e Controllo degli assetti SAR, nonché la gestione delle richieste di soccorso nazionale a: mezzi marittimi in difficoltà, ricerca di dispersi in mare o in montagna, trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita, soccorso di traumatizzati gravi e alle popolazioni colpite da calamità naturali, in coordinamento con la Protezione Civile.

Gli assetti elicotteristici sono in prontezza operativa 7 giorni su 7, 24 ore su 24. ​​La funzione SAR è istituzionalmente affidata al 15° Stormo di Cervia (Ravenna), da cui dipendono l’80° Centro CSAR di Decimomannu (Cagliari), l’81° Centro Addestramento Equipaggi (CAE) e l’83° Gruppo Combat SAR di Cervia, l’82° Centro CSAR di Trapani, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma).

Il COA attiva e gestisce gli assetti impiegati garantendo la capacità di comando e controllo su tutti gli assetti elicotteristici coinvolti nell’emergenza, anche di altre Agenzie o Forze Armate, proiettando le proprie capacità di C2 il più vicino possibile alla zona dell’evento, se necessario.

Questa capacità viene messa a disposizione non solo della Protezione Civile, ma anche del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) con il quale il Ministero della Difesa ha stipulato dei memorandum di intesa.

In ambito esercitativo tutto questo si testa nell’esercitazione interforze e interagenzia “Grifone”  organizzata dall’AOC nazionale in accordo al trattato SARMEDOCC, che ha lo scopo di addestrare il personale del Comando Operazioni Aeree (COA) (Desk Rescue Coordination Center/RCC ), i Reparti di Volo, e gli Enti preposti al supporto logistico, alla pianificazione, direzione, condotta e supporto ad Operazioni di ricerca e soccorso a favore di equipaggi vittime di incidente aereo in ambiente montano.

TRASPORTO AEREO

Il COA pianifica e gestisce il trasporto aereo di tutto il personale militare, all’interno dei confini nazionali e ovunque il personale sia impiegato all’estero fatta eccezione dei voli di Stato. In questo è compreso anche l’attività di biocontenimento per il quale l’Aeronautica è l’unica Forza Armata a possedere questo tipo di struttura.

La capacità di trasporto aereo viene attuata mediante velivoli C-130, C-27J e KC-767 in ambito nazionale e internazionale. Il COA trasmette gli ordini esecutivi alla 46a Brigata Aerea di Pisa o al 14° Stormo per quanto riguarda il trasporto strategico a lungo raggio o rifornimento in volo.

Molto dell’impegno del trasporto aereo è orientato al supporto del personale rischierato in operazioni al di fuori dei confini nazionali.

Dal gennaio 2016 gran parte della flotta dei velivoli da trasporto, rifornimento in volo ed evacuazione medica dell’Aeronautica Militare Italiana è sotto il controllo operativo del Comando Europeo per il Trasporto Aereo (European Air Transport Command – EATC).

Si tratta di un Comando multinazionale con sede ad Eindhoven in Olanda, che dal 2010 gestisce ed impiega i velivoli messi a disposizione dai Paesi che aderiscono a questa iniziativa europea.

L’ingresso dell’Italia nell’EATC è avvenuto ufficialmente a dicembre 2014 a seguito della sottoscrizione del documento che ha sancito l’adesione dell’Italia all’accordo a cui partecipano Francia, Germania, Olanda, Belgio, Lussemburgo e Spagna.

L’Aeronautica Militare, ha così effettuato il “trasferimento di autorità” all’EATC di circa il 70% velivoli tra C- 27J, C-130J e KC-767, appartenenti alla 46a Brigata Aerea di Pisa e al 14° Stormo di Pratica di Mare, con la possibilità di riassumere il controllo dei velivoli, qualora si rendesse necessario per le esigenze nazionali, grazie al previsto meccanismo di revoca del trasferimento di autorità (Revoke Transfer of Authority).

L’EATC ha messo in pratica un modello innovativo di gestione del trasporto militare che si traduce nell’applicazione del concetto di ‘pooling & sharing’. Tale concetto nasce con lo scopo di migliorare e ottimizzare la gestione delle risorse disponibili, grazie alla standardizzazione delle procedure ed all’impiego di una flotta comune più vasta di quelle dei singoli paesi, consentendo notevoli risparmi anche sul fronte finanziario.

Questo costituisce uno strumento potente che rappresenta la volontà di integrazione a livello europeo.

Se da un lato viene valorizzata la capacità di trasporto aereo, rifornimento in volo e bio-contenimento dell’Aeronautica Militare trasformandola in crediti solvibili con vettori di altre nazioni partecipanti, dall’altro permette anche un notevole risparmio e una razionalizzazione delle ore di volo grazie alla possibilità di mettere a fattor comune tutte le risorse disponibili.

Anche in questo caso l’ITA-AOC, che rappresenta unica interfaccia nei confronti dell’EATC, monitorizza costantemente tutte le attività di trasporto aereo e nel momento in cui vi fosse la necessità, dettata da rilevanza, sensibilità e particolarità della missione, tramite una semplice procedura l’asseto torna sotto il controllo nazionale.

SALA OPERATIVA ITA-AOC

La sala operativa dell’ITA-AOC dipende dal Comandante dell’AOC ed è organizzata e studiata con un concetto modulare.

Per ottimizzare e razionalizzare le risorse, non tutte le postazioni sono sempre attivate e ricoperte; vengono attivate esclusivamente le posizioni utili in quel particolare contesto.

L’ambiente è costituito da una saletta nella quale sono presenti in caso di necessità il Comandante del COA insieme al suo staff ovvero il Comandante dell’AOC e il LEGAD (Legal Advisor o Consulente Giuridico) e da questa posizione gestiscono le operazioni più rilevanti.

Direttamente confinante si apre una sala più grande nella quale le postazioni sono disposte su file progressive nelle quali sono presenti molteplici desk che vengono attivati solo in caso di necessità. Solo alcuni sono operativi 24 ore su 24.

Nella prima fila risalta immediatamente la postazione del responsabile Capo Sala Operativa che risulta essere il primo “entry point” di tutte le problematiche dei vari desk, il quale fa riferimento direttamente al Comandante dell’AOC o al suo facente funzioni.

Alla sua sinistra, il desk della Marina Militare occupato da un sottufficiale di collegamento della Marina. Questo poiché vi sono continue interazioni tra il mondo “Air” e il mondo “Navy” e la collaborazione deve essere stretta.

Vi è poi un desk occupato da un ufficiale di collegamento dell’Esercito. Questa postazione è una di quelle attivate solo in caso di necessità pur essendo parte organica dell’AOC.

Nella seconda fila troviamo desk attivi per la Difesa Aerea coordinata da un Capo Controllore Senior con il massimo delle qualifiche che gestisce gli eventi di tipo “Renegade”. In questo caso è il Capo Controllore che si rapporta direttamente con le sale operative di Difesa Aerea che hanno in contatto la “minaccia”. E’ coadiuvato da un assistente in tutte le sue funzioni.

Lo stesso Capo Controllore si occupa anche della verifica di tutte le autorizzazioni diplomatiche senza le quali nessun velivolo militare di altre nazioni può interessare lo spazio aereo nazionale.

A seguire il desk dei Link Tattici. Si tratta di una sorta di collegamento tra la terra e i velivoli in volo. E’ una capacità innovativa che l’Aeronautica Militare possiede e gestisce per tutte le nostre Forze Armate e per le Forze Armate estere che volano nel nostro spazio aereo e necessitano di impiegare questo tipo di capacità. Il desk è sempre attivo, normalmente dall’alba al tramonto (estensibile, qualora necessario, ad H24).

Nella fila successiva vi sono operatori che si occupano dell’approvazione dell’attività operativa. Il Traffico aereo militare per perseguire i propri obiettivi segue delle regole del volo che sono diverse da quelle del traffico aereo generale. Per far coesistere il traffico aereo che vola con le regole del GAT (Genera Air Traffic), e il traffico aereo operativo c’è bisogno di un coordinamento. Il coordinamento inizia e finisce all’interno della sala operativa dell’AOC. Questo vale non solo per l’Aeronautica Militare ma per tutte le Forze Armate e dei Corpi armati dello Stato che intendono usufruire delle regole del volo operativo.

Nello specifico, i reparti inviano la richiesta di missione all’AOC; la richiesta viene analizzata e verificata anche grazie alla collaborazione con Controllori di Volo militari coubicati nei centri di controllo civile. Una volta verificata la compatibilità della missione, viene quindi autorizzata al reparto.

La metodologia applicata dall’AOC in ambito di gestione del traffico aereo viene osservata con interesse anche da forze armate straniere in quanto costituisce un punto di riferimento per la coesistenza tra traffico civile e militare.

Proseguendo, troviamo il desk “Meteo” il cui compito non è quello di fornire informazioni meteorologiche ai reparti di volo ma è di supporto al processo decisionale. Infatti nel caso in cui si debba lanciare una missione SAR, piuttosto che una missione da trasporto, l’operatore fornisce al Capo Sala Operativa e al Comandante dell’AOC informazioni utili per le decisioni più opportune. Non solo, fornisce anche informazioni su previsioni meteo nelle zone interessate da operazioni e sulle quali le condizioni meteo potrebbero costituire intralcio.

Segue il desk “SAR” che gestisce le informazioni meteo e gli assetti SAR h24 che sono sotto il controllo operativo del Comandante del COA e che hanno come compito d’istituto quello di intervenire in caso di incidente di volo militare ma anche quello di concorrere alla grande macchina dei soccorsi del sistema Italia come avviene nel caso di terremoti e eventi climatici estremi.

Il desk “Trasporto” monitorizza le attività dei velivoli da trasporto sia per quanto concerne l’ambito nazionale sia la quota gestita dall’EATC.

Ultimo desk è quello delle “Informazioni Operative” che monitorizza tutte le informazioni che giungono da diverse fonti, riguardanti notizie di potenziali rischi e pericoli per gli assetti della nostra forza armata impegnati in attività in tutto il mondo.

Il desk riporta al Capo Sala Operativa tutte le informazioni che richiedono un’attenzione particolare nella gestione della missione.

Sala Operativa ITA-AOC COASala Operativa ITA-AOC COA

 

REPARTO PREPARAZIONE ALLE OPERAZIONI (RPO)

IL Reparto Preparazione Alle Operazioni (RPO) del Comando Operazioni Aeree ha il compito di addestrare il personale di Forza Armata ad operare in centri di Comando e Controllo per le operazioni aeree nazionali, di coalizione e multinazionali, ovvero condotte sotto egida ONU, NATO e UE; l’RPO è responsabile inoltre delle procedure di attivazione del Comando di Componente Aerea (JFAC- Joint Force Air Component) in caso di crisi. L’RPO è composto dal Core JFAC, dall’AOTC (Air Operations Training Center), dall’ Air Warfare Center, dall’Ufficio Logistico, dall’Ufficio CIS (Computer Information Systems) e dall’Ufficio Budget e Finanze

Il CORE JFAC si occupa di operare quale nucleo centrale di Staff del JFAC per operazioni nazionali e/o multinazionali e per lo svolgimento di esercitazioni e simulazioni operative.  Il Core JFAC costituisce, in operazioni, un bacino primario di personale qualificato per ricoprire posizioni di Ufficiali di Collegamento/Liaisons nelle strutture di Comando joint/interforze e di Componenti/ Unità di altre Forze Armate. Altra attività fondamentale del Core JFAC è quella di operare quale elemento di riferimento e coordinamento nazionale nei confronti del NATO.

L’AIR OPERATION TRAINING CENTER è nato nel 2010 principalmente per formare personale che deve essere impiegato nei centri di comando e controllo sia nazionale che multinazionale.

E’ presente sulla base di Poggio Renatico e fa parte del RPO (Reparto Preparazione alle Operazioni).

L’AOC si occupa della gestione delle operazioni in tempo di pace; nel caso in cui ci dovesse essere una crisi viene attivato il JFAC (Join Force Air Component) che è un centro di Comado e Controllo che viene attivato in caso di crisi a diversi livelli. Il JFAC è in grado di gestire un numero variabile di assetti in base al numero di sortite.

L’AOTC fornisce personale per attivare il JFAC, che può comunque operare all’interno dell’AOC dopo opportuno addestramento, come pure all’interno di strutture di comando e controllo messe a disposizione della NATO.

Il JFAC non essendo permanentemente attivato necessita di personale definito “augmentize” che vada al bisogno a riempire tutte le postazioni. Per questo, il personale deve essere formato precedentemente. La formazione necessaria per operare in centri di comando e controllo è molto complessa e varia da alcuni mesi ad anni.

L’AOTC ha la capacità di formare circa 100 persone ogni anno con differenti qualifiche. Vi sono sostanzialmente 3 tipologie di corsi:

  • Corso destinato a personale che lavora all’interno di specifiche divisioni del JFAC che si occupano della pianificazione e gestione dell’ATO (Air Tasking Order) che è il mezzo con il quale il comandante JFAC controlla le forze aeree all’interno di un ambiente operativo. Il corso è denominto AIR C2 EXECUTION. E’ il corso più importante poiché permette la generazione dell’ATO che è il documento fondamentale per l’esecuzione delle operazioni aeree.
  • Corso AIR C2 PLANNING; è un corso destianto alla formazione di personale che pianificherà l’operazione prima che questa abbia inizio. Quindi, nel caso di una possibile crisi vengono organizzati dei gruppi di pianificazione i quali analizzano la crisi e forniscono un piano denominato Air Operation Plan (AOP). Una volta che il piano viene approvato, inizia l’operazione vera e propria e si passa alla pianificazione giornaliera delle missioni. Questo è un corso di livello superiore in quanto i frequentatori devono possedere un elevato grado di esperienza per poter prevedere quello che può accadere anticipando le possibili evenienze che possono svilupparsi nel corso della campagna.
  • Corso denominato AIR C2 DIRECTING; è un corso destinato a personale dirigente di grado superiore (Generali e Colonnelli) che andranno ad occupare posizioni chiave come capi divisione all’interno del JFAC.

Un’altra tipologia di corso molto interessante è quello destinato al personale che ricoprirà posizioni all’interno delle Divisioni Combat Plans e Combat Ops in ambito di strutture di Comando e Controllo complesse come può essere un JFACC (Joint Force Air Component Command).

Gli operatori che si addestrano all’interno di uno scenario complesso simulato (propedeutico per affrontare scenari reali) in una ipotetica divisione Combat Ops, utilizzano tutta una serie di strumenti al fine di ottenere la “Situational Awarness”.

Su tre schermi vengono proiettate nell’ordine: una RAP (Recognized Air Picture), visualizzata sul monitor centrale, che è una rappresentazione in tempo reale delle tracce (evidenziate con simbologie e colori diversi) presenti nella zona delle operazioni.

Combat Ops COA

Sullo schermo di destra è riportata la JChat; si tratta di una sorta di sistema di comunicazione classificato che permette una comunicazione istantanea tra i Centri di Comando e Controllo e le unità. Il vantaggio è che tutto quello che viene deciso è anche trascritto. Infatti quando si opera in contesti multinazionali potrebbe sorgere problemi riguardanti le cosiddette “barriere linguistiche”. Nel caso della JChat viene utilizzato un linguaggio semplice e codificato comprensibile per tutti gli operatori, e tutte le decisioni prese vengono riportate e tracciate.

Sullo schermo di sinistra è rappresentato il flusso video di assetti a pilotaggio remoto. Ciò fornisce un aiuto agli operatori e a chi è coinvolto nel processo decisionale, facilitandolo.

La fase più importante è rappresentata da come viene messo in atto il processo decisionale e come si coordinano le varie entità durante l’operazione.

Questi sono sistemi simulati di grande importanza per la didattica e in preparazione all’azione reale allo scopo di ottenere un addestramento controllato.

Il corso basico ha una durata di due settimane. Durante la prima settimana si svolgono lezioni per portare il personale allo stesso livello di preparazione mentre la seconda settimana di corso comprende esercitazioni pratiche.

Al termine dei corsi i partecipanti saranno valutati in esercitazioni di comando e controllo simulate (Major Exercise) con l’ausilio di supporti informatici al termine delle quali potranno essere dichiarati “Combat Ready”.

Premessa importante; quando si parla di operazioni aeree, generalmente si pensa a grandi formazioni di aerei che dirigono sui loro obiettivi e conducono la missione. In realtà dal punto di vista del Comando e Controllo, l’operazione aerea è qualcosa di più complesso. Può essere vista come una grande partita a scacchi nella quale c’è una prima fase nella quale si osservano gli schieramenti; in particolare si osserva la disposizione dei “pezzi” dell’avversario cercando di comprenderne le intenzioni.

Tutte informazioni raccolte vengono messe a sistema per ottenere la “situational awarness” (consapevolezza). E’ il concetto di superiorità informativa. Questa fase di raccolta delle informazioni inizia molto tempo prima dell’inizio delle operazioni vere e proprie (già dal tempo di pace). A questo punto avendo a disposizione tutte le informazioni si decide quale pezzo muovere. Questa fase decisionale viene presa all’interno del JFAC. Non è il singolo elemento che decide ma tutto il personale (anche centinaia di persone) concorre alla decisione finale, fornendo al Comandante tutti gli elementi necessari per prendere la decisone.

Infine vi è la fase di esecuzione vera e propria; gli ordini vengono passati all’unità che li eseguirà. Questa fase ha la durata dell’ATO ovvero 24 ore. Nelle operazioni aeree complesse ogni mossa ha una durata di 24h. La fase di decisionale precedente alla generazione dell’ATO ha una durata di 48 ore.

Quello che viene insegnato nei corsi dell’OATC al personale che lavora all’interno del JFAC è lavorare insieme per fornire al Comandante la soluzione ottimale per il periodo di 24h.

Il personale che partecipa è di per se già esperto nel proprio lavoro (esperti di operazioni d’attacco, di difesa aerea, controllori dello spazio aereo etc.). Viene insegnato loro come lavorare insieme, come scambiarsi informazioni, come operare in maniera sinergica. Questo è il valore aggiunto che viene insegnato loro. Non vengono insegnate professionalità di base.

E’ fondamentale avere professionalità diverse poiché altrimenti non c’è l’effetto sinergico e non si instaura la collaborazione necessaria.

Possiamo individuare diversi livelli di Comando e Controllo:

  • Livello basico che è quello che viene fatto su terreno
  • Livello leggermente superiore che è rappresentato dalla gestione della battaglia aerea
  • Livello avanzato che coinvolge personale che ha un ruolo nel processo decisionale che riguarda la campagna nel suo complesso
  • Livello strategico che coinvolge l’autorità politica e militare

L’AIR WARFARE CENTRE NAZIONALE (IT-AWC) è l’Elemento di Organizzazione dell’Aeronautica Militare che sviluppa specifiche attività e studi nel settore aero-spaziale per quanto attiene all’air Warfare, al fine di integrare al meglio il Potere Aereospaziale nello Strumento militare nazionale. Nella sua veste di agenzia di natura “trasversale”, l’IT-AWC funge da collegamento tra il livello Tattico ed i livelli Operativo/Strategico, interfacciandosi sia con gli Enti Centrali di Forza Armata e Interforze sia con i Comandi intermedi ed i Reparti Operativi (Stormi). La Governance del Centro si basa su di un Comitato Direttivo (CODIR) presieduto dal Sig. Capo di SMA e convocato con cadenza annuale. In sede di CODIR sono presentati i risultati conseguiti l’anno precedente, è illustrato ed approvato il Programme of Work (PoW) e si assegnano le risorse umane e finanziarie associate al PoW.

L’UFFICIO LOGISTICO si occupa di coordinare gli altri Comandi Intermedi il necessario supporto logistico ai Reparti, relativamente alla movimentazione dei materiali, nelle attività correnti e in fase di rischieramento per Operazioni/Esercitazioni nazionali e multinazionali, Sviluppando i piani di rischieramento degli assetti aerei;

L’UFFICIO CIS si occupa di fornire supporto informativo in termini di comunicazioni, allestimento di reti classificate e non per supportare il JFAC ed i Reparti durante Operazioni ed Esercitazioni.

L’UFFICIO BUDGET E FINANZE definisce i costi delle attività esercitative e coordina l’attività di pianificazione, programmazione e gestione finanziaria dei fondi assegnati al C.O.A. e gli Enti/Reparti dipendenti.

 

IL REPARTO DIFESA AEREA MISSILISTICA INTEGRATA E LE SALE OPERATIVE DI DIFESA AEREA

La difesa aerea come detto, è compito prioritario dell’Aeronautica Militare. Negli anni ’80 ad ogni gruppo radar corrispondeva una sala operativa. L’evoluzione tecnologica ha consentito una riduzione delle sale operative applicando il concetto di Multi Radar Tracking, che consente ad una sala operativa di ricevere segnali da più postazioni radar.

La catena radar è rimasta sostanzialmente inalterata; quello su cui si è lavorato, negli anni, ha riguardato l’aggregazione di personale, concentrandolo in poche sale operative.

Come è ben immaginabile, se dal punto di vista delle risorse umane questo ha comportato una riduzione dell’esigenza di personale, dall’altro ha reso più impegnativa, dal punto di vista della formazione degli operatori, la gestione della sala operativa proprio in ragione dell’elevata specializzazione.

Attualmente la Difesa Aerea italiana viene gestita da due sale operative che rappresentano veri e propri centri nevralgici. Una è ubicata al COA di Poggio Renatico e l’altra a Licola in provincia di Napoli.

Il 15 marzo 2017 nasce Reparto DAMI (Difesa Aerea Missilistica Integrata) come conseguenza di una revisione atta a massimizzare l’efficienza operativa del Comando Operazioni Aeree (COA) di Poggio Renatico.

Al nuovo Reparto, che ha alle dipendenze il neo-costituito 11° Gruppo DAMI (co-ubicato a Poggio Renatico) call sign “Pioppo” ed il 22° Gruppo Radar A.M. di Licola (NA) call sign “Barca”, sono assegnate funzioni di coordinamento e supervisione delle due unità operative italiane integrate nel sistema di Difesa Aerea Nazionale e NATO. In particolare, l’11° Gruppo ha assunto le funzioni operative di ARS (Air Control Centre, Recognized Air Picture Production Centre, Sensor Fusion Post) grazie al sistema di comando e controllo in dotazione, l’ACCS (Air Command and Control System).

Pioppo e Barca, come tutti i loro omologhi dei paesi della NATO, dalla Norvegia alla Turchia, hanno tutti la medesima configurazione e rispondono alle procedure e dottrine della NATO e, per i siti dell’Europa meridionale, al CAOC di Torrejon (Spagna).

Dalle sale operative dei due Gruppi, “Pioppo” (11° Gruppo) e “Barca” (22° Gruppo), i controllori della difesa aerea sorvegliano lo spazio aereo nazionale ventiquattr’ore al giorno, 365 giorni l’anno, per avvistare ed identificare tutto il traffico aereo. Da queste stesse sale viene rilanciato l’ordine di decollo immediato (scramble) disposto dal CAOC di Torrejon, ad una delle coppie di Eurofighter che, dislocate sul territorio nazionale, sono sempre pronte al decollo in pochi minuti. Il controllore guidacaccia di Pioppo o di Barca è quindi responsabile di condurre la coppia di Eurofighter all’intercettazione del velivolo sospetto, applicando gli ordini ricevuti dal Comando sovraordinato.

Presso le sale operative dell’11° Gruppo DAMI e del 22° Gruppo Radar giungono segnali da circa 40 testate radar sparse su tutto il territorio nazionale. La capacità di scoperta e sorveglianza viene ulteriormente potenziata dall’integrazione e dall’impiego di sistemi dedicati come i velivoli AWACS (Airborne Warning and Control System) della NATO, i sensori imbarcati su navi ADS (Air Defense Ship) ed il velivolo Gulfstream G550 CAEW, oltre che da diversi sistemi missilistici quali SIRIUS dell’Aeronautica Militare e SAMP/T dell’Esercito.

Le informazioni, veicolate su link evoluti vengono raccolte e fuse con tutte le tracce dei sensori radar passivi dislocati sul territorio nazionale e producono quella che è denominata RAP (Recognized Air Picture) oppure la sua evoluzione – nel mondo ACCS – denominata JEP (Joint Enviromental Picture).

La RAP e la JEP producono nei confronti del CAOC e del ITA-AOC una situazione aerea dove sono rappresentate tutte le tracce (aeree e di superficie) avvistate e identificate. Il tutto viene aggregato per fornire al livello superiore di Comando e Controllo una situazione completa di ciò che sta avvenendo. La bontà di questo sistema risiede nel fatto che i siti di Pioppo e Barca oltre a trasmettere a livello superiore, ricetrasmettono la rispettiva situazione aerea a tutti i siti della NATO collaterali. Pioppo ad esempio è collegato con siti francesi, tedeschi, sloveni e croati; Barca è collegato con siti albanesi e greci.

Le due sale sono ridondanti e si possono alternare una con l’altra. Se una delle due sale dovesse avere un malfunzionamento o fosse sottoposta a manutenzione le due sale possono coprire alternativamente tutto il territorio nazionale.

I controllori di Pioppo e Barca oltre a garantire l’Air Policing nei confronti della NATO e la Difesa Aerea (Renegade) per la Nazione, effettuano addestramento di equipaggi dell’Aeronautica Militare o di altre forze armate quando svolgono attività operativa complessa (COMAO). Concorrono inoltre in caso di eventi particolari alla gestione delle CAP oppure del “refuelling” degli assetti rischierati oltre a gestire gli assetti AWACS e CAEW. Da Pioppo e Barca escono i controllori che vanno ad alimentare i rischieramenti all’estero quando l’Aeronautica fornisce gli assetti per l’Air Policing in Islanda, Repubbliche Baltiche, Bulgaria etc.

Infatti, ogni volta che si rischierano assetti intercettori a favore della NATO con modularità diverse viene rischierato un pacchetto di controllori più o meno numeroso che va ad operare nel territorio dove viene svolto il servizio di Air Policing.

Inoltre, in caso di attivazione del JFAC i due siti potrebbero collegarsi anche con quest’ultimo, oltre ad avere la capacità di collegarsi alla componente NATO che è co-ubicata a Poggio Renatico.

 

SALA OPERATIVA 11° GRUPPO DAMI

La sala operativa dell’11° Gruppo DAMI ha una struttura simile a quella dell’ITA-AOC con postazioni disposte su file progressive.

La prima fila è occupata dal Capo Controllore (o Responsabile di Sala Operativa) che gestisce tutte le attività degli operatori. Come impostazione il Capo Controllore ha una posizione sopraelevata rispetto alle altre. Le attività vengono seguite sui vari schermi che ha a disposizione. Le comunicazioni avvengono tramite chat collegata anche con il CAOC di Torrejon e con l’ITA-AOC.

Segue la sezione “Sorveglianza”, responsabile di gestire i sensori necessari all’avvistamento dei movimenti aerei ed alla loro identificazione, oltre alla gestione dei link tattici per lo scambio automatico delle informazioni con tutti i centri di difesa aerea collaterali.

L’ultima fila è occupata da Controllori guidacaccia. Il controllore guidacaccia viene selezionato tra personale che ha già maturato esperienza nell’ambito “Sorveglianza” ovvero nella parte iniziale della sala operativa. Il personale ufficiale o sottufficiale viene individuato e inviato ad un corso professionalizzante a Pratica di Mare. Il corso riguarda nozioni teoriche e pratiche svolte al simulatore che riproduce sistemi analoghi a quelli presenti in sala operativa. A fine corso l’operatore rientra al reparto di provenienza (Pioppo o Barca) e sotto la supervisione di un istruttore qualificato inizia l’attività di controllo di velivoli reali sia voce che link. L’acquisizione dell’abilitazione viene data sulla base di un esame finale teorico ma soprattutto pratico. Nell’esame pratico si simula uno scramble reale; viene assegnata una coppia di intercettori in addestramento, e individuato un velivolo target dopodiché si simula un evento di intercettazione. L’allievo guidacaccia deve riuscire a condurre l’intercettazione secondo parametri che non sono quelli nazionali ma sono NATO poiché tutti i controllori guidacaccia del Patto Atlantico devono condividere le medesime procedure.

Il Controllore guidacaccia nel prosieguo della sua carriera operativa può diventare Capo Controllore alle armi che è il responsabile di tutta la “Sezione Armi”.

La differenza sostanziale che c’è tra la sala operativa dell’11° gruppo DAMI quella dell’ITA-AOC è che la situazione aerea che si osserva a “Pioppo” è real time mentre nella sala dell’AOC nazionale la RAP arriva con un leggero ritardo. Al livello di Comando e Controllo dell’AOC questo è accettabile.

Invece per il controllore guidacaccia di Pioppo sapere esattamente dove si trova l’assetto in quel determinato istante fa la differenza poiché significherebbe essere in anticipo o in ritardo sul velivolo che è in procinto di intercettare il che potrebbe riflettersi sulla sicurezza del volo.

La RAP di Pioppo invece, apparentemente simile a quella dell’AOC, in realtà è molto diversa. Sotto le tracce generate dal computer è possibile vedere il “grezzo radar” cioè la traccia vista effettivamente dalla postazione radar. Il controllore ha la necessità di vedere fisicamente la traccia avvistata dalle singole testate radar.

Nella sala operativa dell’AOC vengono visualizzate le tracce prodotte dal sistema computerizzato.

Sala Operativa 11°Gruppo DAMISala Operativa 11°Gruppo DAMI

Sala Operativa 11°Gruppo DAMI Sala Operativa 11°Gruppo DAMI

CONSULENTE LEGALE (LEGAL ADVISOR)

Una figura meritevole di attenzione che partecipa al processo decisionale all’interno di un JFAC o dell’ITA-AOC è il Consulente Legale o Legal Advisor (LEGAD).

Per prendere una decisone il Comandante deve considerare diversi aspetti di condotta della missione. Deve esaminare la missione su 360°. L’aspetto legale da circa 20 anni a questa parte ha assunto un suolo determinate. Per aspetto legale si intende tutte quelle azioni che riguardano la Legge dei Conflitti Armati che sono dei trattati che l’Italia ha firmato come la Convenzione di Ginevra e protocolli aggiuntivi che devono essere rispettati nella condotta delle operazioni. Il LEGAD si assicura che le operazioni vengano condotte rispettando i principi di umanità che l’Italia ha sottoscritto. Oltre a questo, si assicura che le operazioni vengano condotte nel rispetto del mandato che normalmente è di natura politica. Il mandato politico per eccellenza è costutito dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Tutte le recenti operazioni si sono svolte sotto mandato ONU. Infine si deve assicurare che vi sia il rispetto delle regole d’ingaggio. Ovvero che l’azione sia coperta da determinate regole. I metodi e i limiti dell’utilizzo della forze sono riportate nelle regole d’ingaggio appropriate per condurre quel tipo di azione.

Il LEGAD entra in gioco all’inizio del processo di pianificazione dell’operazione. Quando c’è una possibile crisi o nel corso di una pianificazione preventiva il Consulente Legale è colui che aiuta i pianificatori ad indirizzare le attività operative.

In fase di condotta invece all’interno della CombatOps attiva 24h su 24 7 giorni su 7, nel corso delle operazioni c’è sempre presente un LEGAD specificatamente preparato per le operazioni aeree.

Le regole d’ingaggio derivano dalla commistione di aspetti giuridici (legge dei Conflitti Armati), aspetti politici (mandato), ma anche aspetti operativi. Il LEGAD deve comprendere il linguaggio di queste tre attori principali altrimenti non potrebbe consigliare il Comandante al quale spetta sempre la decisione finale se perseguire o meno l’attività.

CONCLUSIONI

Il Comando Operazioni Aeree di Poggio Renatico rappresenta senza dubbio un’eccellenza assoluta nell’ambito del Comando e Controllo e della Difesa Aerea. Un Comando nel quale è apparso primario l’aspetto della sinergia tra i vari Reparti e le entità co-ubicate della NATO e dell’Unione Europea all’interno delle quali vengono messe a fattor comune tutte le professionalità.

Per il futuro il COA dovrebbe diventare in un Comando di Componente Aerea che si integri nella parte interoperativa interforze ma anche interagenzia. Oggi la difesa e la sicurezza dello spazio aereo va a comprendere settori che non riguardano solo quello delle Forze Armate ma anche quello della pubblica sicurezza.

 

Testo e immagini: Stefano

Immagini: Aeronautica Militare – COA


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