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ASSOMILITARI INCONTRA IL COMANDANTE ALFA

Con la caratteristica divisa operativa, il mephisto indossato, anfibi e sguardo fiero, Il comandante Alfa, fondatore del Gis, il Gruppo di intervento speciale dell’Arma dei Carabinieri, si è presentato così ieri sera alle autorità e cittadini intervenuti all’incontro organizzato dall’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia sezione di Alpago (Belluno) nella palestra comunale di Farra d’Alpago.
Per l’ormai ex militare, che ha parlato con il consueto passamontagna per motivi di sicurezza, non è poi così scontato vivere secondo la legge.

Originario di Castelvetrano (Trapani), anche a lui in adolescenza, non è mancata la tentazione di farsi strada tra i coetanei : “Avevo simpatia per i mafiosi, ero convinto che tutto si potesse risolvere con la violenza.
Ma grazie a mio nonno, ho scelto il bene ed è così che sono entrato nell’Arma dei carabinieri, anche perché da milanista, mi piacevano i colori della divisa.”
Il sogno del comandante Alfa è diventato poi quello di mettersi al servizio della collettività: “Devo dire di esserci riuscito. Ho sacrificato un po’ la mia vita privata, ma quello che faccio è molto gratificante. Ai miei ragazzi dico di coinvolgere nel loro lavoro le fidanzate, le mogli, le conviventi perché il nostro è un impegno che in 30’ ci deve già trovare pronti ad agire.”
Poi precisa:
“Non bisogna essere come Rambo per entrare nei Gis, bensì Uomini normali. Questo è un lavoro dove conta di più il cervello che la forza. E lo dico sempre ai miei ragazzi di tenere la testa sulle spalle.”
Il Gis è molto apprezzato all’estero: “Ci siamo sempre distinti come reparto. Le nostre azioni sono veloci e precise, difficilmente lasciamo spazio a reazioni che portano a conflitti a fuoco. Abbiamo rispetto per il nemico è non saremo noi a decidere della sua vita, noi lo rendiamo inerme poi ci sarà qualcun altro a giudicarlo.”
Più volte ha elogiato il lavoro d’intelligence e investigativo delle Forze di polizia e delle Forze Armate, contro il terrorismo di matrice islamica, nello specifico gli uomini dell’Esercito che con l’operazione strade sicure stanno garantendo la sicurezza interna del nostro paese.
Il cittadino italiano deve essere orgoglioso di questo.

Il Gis è intervenuto ovunque nei teatri di guerra e nella liberazione di ostaggi: “L’operazione più delicata e faticosa è stata quella della liberazione di Cesare Casella nel 1990 rapito e nascosto in Aspromonte, quanto abbiamo camminato, giorno e notte, ma alla fine abbiamo avuto la fortuna di ferire il capo banda durante uno scontro a fuoco e di lì a poco liberammo Casella.”
Alla fine il Comandante Alpha ha precisato di come Gis lo si è per sempre: “quando vado in un locale pubblico studio sempre chi mi circonda, la possibile minaccia, la possibile via d’uscita e il modo d’intervento.”

Al termine della sua intervista, un caloroso e lungo applauso ha avvolto il comandante.

Si ringrazia il segretario della sez. AnpdI di Alpago Luca Padovan per l’invito e l’interesse mostrato per la presenza di Assomilitari.

 

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