Grazie Presidente Gian Piero Scanu, sei stato il fautore del cambiamento e non senza ripercussioni professionali e umane.
Siamo orgogliosi di averti in squadra a proseguire insieme a noi quanto già fatto nella IV Commissione Parlamentare d’Inchiesta.
Se oggi si parla di salute dei militari e di uranio impoverito è esclusivamente merito del tuo coraggio, della tua lealtà e del tuo sacrificio di cui ancora porti i segni sulla pelle.
Speriamo con tutto il cuore che il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, assolutamente sensibile ai problemi del personale, abbia voglia di incontrarti per non perdere quanto di buono hai fatto per tutto il personale del suo Dicastero.
Per colpa del tuo impegno e del fatto che non ti sia lasciato corrompere e intimidire, ti hanno abbandonato tutti.
Confidiamo che il Ministro non faccia lo stesso.
L’Esercito e le Forze Armate si stanno impegnando giorno dopo giorno per migliorare sotto ogni aspetto, loro stessi e, contestualmente, la vita di ogni uomo e donna che indossano una uniforme. Diamogli tutti una mano, non lasciamoli soli.
(PRIMAPRESS) – ROMA – “Elisabetta Trenta dimostra di avere veramente a cuore la salute dei nostri militari e di voler passare dalle parole ai fatti. È la prima volta che un ministro della Difesa ha il coraggio di rompere decenni di ingiustificabile omertà, indifferenza e inazione istituzionale sul problema dell’uranio impoverito”. E’ quanto si legge in una nota congiunta dei senatori della Commissione Difesa del M5S alla stampa. La nota continua “Non solo denunciando, come ha già fatto, gli ‘assordanti silenzi’ dei governi precedenti e annunciando la volontà di accertare tutte le responsabilità finora negate, ma avviando un’azione concreta per affrontare nello specifico i casi dei militari vittime dell’uranio impoverito”. L’annuncio del ministro della Difesa di aver chiesto all’Avvocatura dello Stato un resoconto sulle pendenze giudiziarie relative ai casi di militari affetti da patologie riconducibili all’esposizione all’uranio impoverito, e parallelamente un avvio di un tavolo tecnico ad hoc è stato apprezzato dall’ex presidente della Commissione Uranio Impoverito del Senato, Giampiero Scanu che nella passata legislatura in un report consegnato alle Camere aveva puntato l’indice sul negazionismo dei vertici militari sulle implicazioni dell’uso dell’uranio impoverito nelle missioni di guerra: “Le dichiarazioni rese dalla ministra Trenta – sottolinea Scanu – costituiscono una importante novità nelle politiche di difesa del nostro paese. Per la prima volta viene riconosciuto ciò che nel passato era stato ignorato. Nell’ultima Commissione d’inchiesta è stato documentato il largo uso di uranio impoverito ed ora la posizione di Trenta è decisamente un passo importante per riscattarsi da quella civiltà giuridica calpestata. La drammaticità dei danni provocati da una sconsiderata gestione della tutela dei nostri militari – ha aggiunto ancora Scanu – costituisce un carico morale da cui nessuno può esimersi”. Tuttavia – conclude Scanu -costituire un tavolo interno al ministero sarebbe di scarsa utilità se non alla presenza di una proposta di legge che la IV commissione della passata legislatura aveva già consegnato: un atto normativo che riproponga le modifiche per far uscire dalla “doppiezza” chi deve tutelare i nostri militari”. – (PRIMAPRESS)
PREMESSA In questi giorni ogni testata e trasmissione giornalistica nonchè le Istituzioni militari, parlano dei quattro militari italiani feriti il 25.09.2026 durante un’attività addestrativa in Lettonia. Ovviamente il primo pensiero è rivolto a loro Leggi tutto…
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