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Soldati ed Esercito, umanità e professionalità, binomio indissolubile: eccellenza pura in ogni contesto e in ogni “uniforme”!

Il personale in uniforme delle Forze Armate italiane riesce sempre a mostrare cosa voglia veramente dire prestare un “servizio” verso la comunità.

A prescindere dal grado rivestito o dal Reparto di appartenenza, i nostri militari riescono sempre a donare il loro massimo nei confronti dell’ “ultimo”.

Senza timori, senza tabù, senza vergonga o preconcetti, senza rischiare di minare il ruolo istituzionale identificato dall’uniforme, ovvero “difendere l’onore e la libertà dello Stato e delle libere Istituzioni”.

Chi compie un gesto caritatevole non lede mai la sua autorità e non viene mai meno al giuramento prestato. Solo rari e ben sanciti casi ne rappresentano eccezioni.

Solo chi è cosciente di ciò che realmente è, si può permettere di apparire in maniera dicotomica e anti convenzionale rispetto al senso comune.

Solo chi ha realmente coraggio e onore può permettersi di uscire dagli schemi, fuggendo dai preconcetti, pur di portare avanti un’azione, una battaglia, un’idea se ritenuta degna di sacrificio.

Questo è sicuramente quello che hanno pensato i nostri militari della Gloriosa Brigata Aosta con i sui reparti:

  • Reggimento Lancieri di Aosta (6º);
  • 62º Reggimento fanteria Sicilia;
  • 4º Reggimento Genio Guastatori;
  • Reggimento logistico Aosta;
  • 2° Reggimento Trasmissioni;

Soldati di ogni sesso, grado ed età, talmente fieri di indossare una divisa, talmente certi, quindi, forti dei propri valori professionali ed umani, da non vergognarsi di dimostrare pubblicamente anche il loro lato umano e intimo al resto del mondo.

I sentimenti puri ed eticamente sostenibili non sono mai un motivo di vergogna, bensì sono una medaglia d’oro al valore da mettere con orgoglio in evidenza sul petto.

Ogni militare veste la propria uniforme per difendere il proprio Stato, la propria Patria, la propria famiglia conscio che dovrà farlo anche sparando e uccidendo se necessario. Ma questo non cancello l’umanità e il senso civico.

Nella fattispecie, attività come questa raffigurata in foto, sono svolte dai militari di tutti i contingenti di tutte le nazioni presenti in Libano, quando liberi dal servizio.

Servono a regalare, nel loro tempo libero, quando non pattugliano o effettuano donazioni alla popolazione, un sorriso a piccoli orfanelli che hanno perso i propri papà per servire il loro Paese.

I nostri militari italiani da decenni operano in tutto il mondo per portare pace e stabilità.

Qualcuno di loro non è mai tornato a casa e il proprio figlio o la propria figlioletta sono cresciuti come questi bambini libanesi, senza il papà che li tenesse per mano o li facesse giocare.

Siamo tutti orgogliosi dei nostri soldati e di quelli di tutte le nazioni che in Libano, come da altre parti del mondo, sono in grado di creare queste condizioni di vita che costituiscono il migliore presupposto per la rinascita civile e sociale di un territorio straziato da guerre e devastazioni.

Il Soldato è quel lavoro per il quale si firma per andare a morire per un ideale, ma anche per donare un sorriso a chi pensava di averlo perso tra la sofferenza di un silenzio.

Dei propri sentimenti se ne vergogna solo colui che li ha impuri.

Queste foto rappresentano la realtà oltre la retorica.
Fateci vivere con dignità, la stessa con la quale moriamo. Senza attaccarci per ogni cosa che facciamo, cercando di screditarci per fine quasi mai trasparenti.

Forza ragazzi, siamo tutti al vostro fianco.

#nessunorimaneindietro

 

 

 

Fonte foto: profilo Facebook di Lea Arkoury

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