DIPENDENZA DA CAUSA DI SERVIZIO

Pubblicato da Presidente AssoMilitari il

Una bomba a mano, un’esercitazione, una vita segnata: la Corte dei Conti riconosce la causa di servizio al Tenente Colonnello ferito al poligono

Corte dei Conti – Sezione Giurisdizionale per il Friuli Venezia Giulia

Sentenza del 13 maggio 2026 – Giudizio n. 14846

Ci sono sentenze che ricordano quanto il diritto non possa fermarsi alla superficie dei fatti.

E quella pronunciata dalla Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia il 13 maggio 2026 è una di queste.

Un Tenente Colonnello dell’Esercito Italiano, durante un’attività addestrativa presso il poligono di Maniago, nel corso di un’esercitazione con bombe a mano, rimane gravemente ferito dall’esplosione dell’ordigno dopo aver perso la presa durante il lancio. Schegge, lesioni permanenti, cicatrici agli arti superiori e inferiori.

L’Amministrazione aveva negato il riconoscimento della causa di servizio sostenendo che quell’evento fosse riconducibile a una “colpa grave” del militare.

Una posizione severissima: secondo il Comitato di Verifica, proprio l’esperienza e l’addestramento del militare avrebbero reso quell’errore sufficiente a interrompere il collegamento tra servizio e infermità.

Ma il diritto, quello autentico, non può ignorare il contesto concreto in cui opera un militare.

La Corte dei Conti, con una decisione di grande rilievo, ha affermato un principio fondamentale: l’imperizia manifestatasi durante una attività addestrativa non interrompe automaticamente il nesso causale con il servizio, salvo che la condotta sia abnorme o totalmente estranea alle mansioni svolte.

Ed è proprio qui il cuore della sentenza.

Il Collegio ha ritenuto che quanto accaduto fosse comunque avvenuto nell’ambito dell’attività di servizio e che non vi fossero elementi sufficienti per qualificare il comportamento del militare come gravemente colposo o estraneo al contesto operativo.

Per questo motivo ha riconosciuto la dipendenza dell’infermità ai fini del futuro trattamento pensionistico privilegiato.

 

Dietro queste pagine non c’è soltanto una questione previdenziale. C’è il tema delicatissimo del rischio militare. C’è il confine sottile tra errore umano e colpa grave.

E c’è soprattutto la consapevolezza che chi serve lo Stato in contesti addestrativi e operativi affronta ogni giorno rischi che non possono essere giudicati con superficialità. Una sentenza tecnica, ma profondamente umana.

Roma 13.05.2026

www.assomilitari.it                                   www.studiolegalescafetta.it

Presidente Mar. Carlo Chiariglione       Avv. Michela Scafetta

 


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