Non prendo posizione sulle persone, ma su un principio sì: tutti possono essere chiamati a rispondere delle proprie azioni, qualunque grado, ruolo o incarico ricoprano. Nelle Forze armate, come in ogni istituzione dello Stato, non possono esistere intoccabili.
Ma vale anche il principio opposto: prima di affermare che un determinato comportamento debba essere sanzionato, occorre accertare seriamente i fatti, rispettando le garanzie, il contraddittorio e la presunzione di innocenza.
L’assoluzione di Carlo Chiariglione ci ricorda proprio questo: la giustizia non deve proteggere nessuno, ma non deve neppure condannare qualcuno in anticipo.
Può fare male, può risultare scomodo, può mettere in discussione convinzioni e gerarchie.
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