Ennesima sentenza di assoluzione per il Presidente Mar. Carlo Chiariglione. (20^)

Pubblicato da Presidente AssoMilitari il

Oggi è stata emessa dal Tribunale militare di Roma l’ennesima sentenza di assoluzione per il Presidente di Assomilitari Maresciallo Carlo Chiariglione.

Si aggiunge di seguito il post scritto dal rispettivo legale l’Avv. Michela Scafetta su suo profilo Facebook.

https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=10245904969903488&id=1386125859&mibextid=wwXIfr&rdid=anQsxkjYannIatVK#

OGGI METTO ANCHE IL VOLTO DELLA VITTORIA
Di solito racconto le vittorie professionali senza mostrare il volto dei miei assistiti. Oggi faccio un’eccezione, su sua espressa richiesta.
Lui è Carlo Chiariglione. Nell’Esercito lo conoscono bene.
È un uomo che ogni giorno si espone, denuncia ciò che ritiene ingiusto e combatte battaglie che riguardano non soltanto lui, ma tanti militari che non hanno la forza o la possibilità di far sentire la propria voce.
E ogni volta che parla o scrive, quella voce sembra trasformarsi in un nuovo procedimento: diffamazione, ingiuria, insubordinazione.
Ne aveva già affrontati ventidue. Quello discusso oggi era il ventitreesimo procedimento penale militare.
Oggi il Tribunale militare di Roma lo ha assolto dall’accusa di insubordinazione con ingiuria.
Non è soltanto una vittoria processuale. È il riconoscimento dell’importanza di chi sceglie di esporsi, anche quando sarebbe più facile tacere.
Il mondo militare ha bisogno di persone capaci di rappresentare le difficoltà dei colleghi, di segnalare ciò che non funziona e di dare voce a chi, troppo spesso, resta in silenzio. Naturalmente farlo comporta responsabilità, misura e rispetto delle regole. Ma una voce critica non può essere considerata, per questo soltanto, una voce colpevole.
Oggi sono orgogliosa di aver difeso Carlo Chiariglione e di aver contribuito alla sua assoluzione.
E, proprio su sua richiesta, questa volta pubblico anche il suo volto.
Perché dietro ogni processo non c’è soltanto un fascicolo. C’è una persona che combatte per difendere il proprio nome, la propria dignità e il diritto di continuare a parlare.”
Avv. Michela Scafetta

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