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Sindacati militari e lati oscuri – Concorso 958: altruismo o lucro? Lealtà e coerenza o mera ipocrisia? Di certo un business di oltre 10.000.000 di euro che fa gola a tanti. A Troppi. In attesa e nella speranza che il Ministro della Difesa Trenta, il Capo di Stato Maggiore della Difesa e il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito riescano a dirimere tutti i dubbi e a risolvere tutti i problemi del personale in uniforme.

Prima premessa

Assomilitari non è contraria alla nascita dei sindacati poiché espressione questi, di una libertà e di una tutela sancita dalla Costituzione e mai realmente riconosciuta da alcuni Vertici militari più attenti alla progressione della carriera e a ben prostrarsi ai politici di turno, rispetto al reale benessere del proprio personale.

Quindi, pur certi che i sindacati sapranno smuovere favorevolmente vari stagni ormai intorbiditi, rimaniamo comunque dubbiosi che parte dei grandi fautori e dei forti promotori dei nuovi sindacati ( non parliamo di tutti ovviamente ), siano mossi da reali motivi etici e altruistici, bensì da mera finalità economica e di rivalsa personale.

Questo per dire che i risultati e le azioni che vivremo nel prossimo futuro non andranno tutti in favore delle Istituzioni, della efficacia e della efficienza delle Forze Armate e del rispettivo personale.

Purtroppo quanto ipotizzato non nasce da preconcetti o calunniose chiacchiere, bensì da dati obiettivi e oggettivi che rimarranno a disposizione del Ministro della Difesa nel caso volesse conoscere varie realtà legate ad alcune delle figure che hanno presentato la richiesta del preventivo assenso ministeriale e che si immolano sui social quali difensori dei colleghi, ovvero in quali mani sta per mettere la vita delle proprie donne e dei propri uomini.

 

Seconda premessa

In questo momento, consecutivamente a quanto appena affermato, è in atto un vero e proprio “fratricidio” tra le varie possibili future associazioni sindacali al fine di riuscire a fregiarsi prima degli altri del titolo di “primo sindacato militare”, ovvero di potersi accaparrare il maggior numero di iscritti, quindi vendere il maggior numero di tessere ( viene stimato un movimento di soldi di oltre dieci milioni di euro).

Tutto questo non va a favore del personale in uniforme e tanto meno dell’Istituzione da essi rappresentata, quindi del Paese.

 

Terza premessa

L’iscrizione ad Assomilitari è completamente gratuita.

 

Quarta premessa

Assomilitari è una Associazione di categoria e non un sindacato e non è interessata a diventarlo.

Tale affermazione non nasce dal concetto della “Volpe e l’uva”, ovvero per il fatto di non riuscire a divenire un sindacato.

La nostra convinzione a non voler diventare un sindacato è una scelta presa con razionale e sentita convinzione.

Avendo già ricevuto il 7 febbraio 2018 con protocollo M_D SSMD REG2018 0026555 20-02-2018 l’agognato Decreto Ministeriale ( proprio il documento spasmodicamente ricercato da tutti i nascenti sindacati militari), come prospettato dallo stesso Dicastero della Difesa, Assomilitari avrebbe potuto piantare la bandierina di “1° Sindacato Militare Italiano” prima di tutti gli altri cambiando solo 4 semplici parole dal proprio Statuto.

Come personalmente e formalmente scritto al Gabinetto del Ministro della Difesa il 18 dicembre 2018 ( il primo Sindacato è stato autorizzato il 10 gennaio 2019):


 

CUNEO 18 dicembre 2018

OGGETTO: Non trasformazione di Assomilitari da Associazione di categoria a Sindacato militare.

 

Il sottoscritto C.le Magg. Ca. Sc. Q.S. Carlo CHIARIGLIONE effettivo al 2° Reggimento Alpini, in qualità di Presidente dell’Associazione Nazionale Graduati e Volontari delle Forze Armate e dei Corpi Armati d’Italia “Assomilitari”, mette Codesto Comando a conoscenza di quanto segue.

 

INCISO

 

Ogni Associazione, Sindacato o qualsivoglia Sodalizio riferito ai lavoratori in genere, come anche quelli rivolti ai cittadini che vestono una uniforme, dovrebbe nascere e adoperarsi esclusivamente per la tutela e il benessere dei propri soci, con particolare attenzione verso quelli più deboli e bisognosi.

 

VISTI

 

I documenti prodotti dalle S.A.:

  • M_D XXXXXXXX XXXXXXX 21-09-2018;
  • M_D XXXXXXXX XXXXXXX 12-10-2018;
  • M_D XXXXXXXX XXXXXXX 25-10-2018;

 

PRESO ATTO

 

Delle linee guida e delle norme emanate dalle S.A. in riferimento alle Associazioni sindacali militari.

 

CONSIDERATO 

 

Che Assomilitari, essendo già una Associazione formalmente riconosciuta dal Ministero della Difesa attraverso Decreto Ministeriale del 7 febbraio 2018 (M_D SSMD REG2018 0026555 20-02-2018) , come da comunicazione M_D E0012000 REG2018 0204897 18-10-2018, sarebbe potuta essere la prima Associazione sindacale nazionale, previa semplice modifica di alcuni particolari sul proprio Statuto e che tale trasformazione, per ovvie ragione, avrebbe potuto giovare a tale Sodalizio in maniera positiva e su diversi fronti, mettendolo anche in una situazione di supremazia rispetto a tutti quelli attualmente in itinere di riconoscimento.

 

APPURATO CHE

 

Dalle Associazioni sindacali è stato escluso il personale non in servizio permanente e il personale in congedo, quindi, proprio la parte di utenti più debole e necessitante di tutela e supporto.

 

DATO CHE 

 

Assomilitari non è stata fondata per una mera gloria o tornaconto del proprio ideatore, fondatore e attuale Presidente, bensì nel pieno rispetto dell’essenza della regola etica e morale insita in ogni uomo che veste una uniforme, identificata in tre semplici parole: nessuno rimane indietro.

 

VISTO CHE

 

Per poter passare ad Associazione Sindacale, Assomilitari dovrebbe anche venire meno alla parola data ai Soci fondatori non appartenenti alle Forze Armate, ovvero dovrebbe rinnegarli e abbandonarli in virtù di un possibile prestigioso traguardo quale sarebbe piantare la “bandierina” di primo sindacato militare Italiano.

 

DICHIARA

 

Nella piena coscienza della decisione in oggetto, di NON volersi avvalere delle facoltà di funzioni sindacali, quindi di non voler modificare Assomilitari da Associazione di Categoria ad Associazione Sindacale.

Si prega di inoltrare per via gerarchica tale comunicazione al Gabinetto del Ministro della Difesa.

Si rimane altresì in attesa della pubblicazione di detto Sodalizio sulla pagina delle Associazioni di categorie presente sul sito del Ministero della Difesa/S.M.E., oltre all’evidenza formalmente riscontrata di possibili motivi ostativi, circa l’inserimento sul propio portale (www.assomilitari.it) dei loghi e dei riferimenti del Dicastero e dei Comandi Militari e Civili Superiori.

Cordialmente,

 

IN FEDE

C.le Magg. Ca. Sc. Q.S. Carlo CHIARIGLIONE

Presidente Assomilitari

#nessunorimaneindietro

 


 

Queste premesse erano doverose al fine di dissipare nei confronti di Assomilitari ogni possibile chiacchiera o calunnia relativamente a possibili personali invidie, convenienze o conflitti di interesse nell’ambito dei sindacati, verso i quali rimaniamo favorevoli e leali interlocutori.

 

Premesso ciò, Assomilitari, pur non condividendo parte delle parole o delle posizioni prese dal Rappresentante Co.Ce.R. Sergente Maggiore Domenico Bilello nel rispettivo mandato, vuole rappresentargli l’appoggio e il sostegno per gli attacchi ricevuti negli ultimi giorni relativamente al concorso 958, nel modo più sleale e infimo possibile, ovvero attraverso una denuncia pubblica anonima.

 

Chi non mette la propria faccia dietro a quello che afferma, non dovrebbe avere la libertà di predicare e decantare valori quali lealtà, correttezza o dignità, ovvero accusare altri di comportamenti sbagliati.

 

Del delegato Co.Ce.R. Domenico Bilello abbiamo letto la pronta risposta messa online e divulgata anche attraverso alcuni media di riferimento e vicini al mondo in uniforme, trovando nella stessa degli ottimi spunti di riflessione.

Tanto è stato detto e spiegato.

Ma nella risposta sopra citata e nelle varie esternazioni pubblicate, ci sembra sia passato in secondo piano un punto a nostro avviso di primaria importanza per tutti i colleghi che si stanno cercando di scegliere il sindacato più corretto, leale, trasparenze ed eticamente degno di rispetto e fiducia.

 A tal proposito crediamo doveroso dare a tutti la possibilità di scegliere nel massimo della trasparenza possibile.

 

Il fatto

Nella giornata di giovedì 18 gennaio 2018, uno studio legale militare ha pubblicizzato con post su Facebook la richiesta di partecipazione ad un ricorso collettivo da avviare nei confronti del concorso per il reclutamento di nuovi Marescialli identificato con la sigla “958”, cercando adesioni tra il personale in uniforme, dichiarando tutta una serie di illegittimità legali ed etiche perpetrate dai fautori e dai promotori di detto concorso.

A prima vista nulla contro, visto che è nel diritto di tutti far valere i propri diritti nel caso fossero stati calpestati o disattesi.

Il problema sta nel fatto che lo stesso studio legale militare, nel pubblicizzare tale ricorso contro il concorso 958, citava esplicitamente il fatto di aver ricevuto il mandato per tale azione legale collettiva, da una associazione neo sindacale tra quelle in attesa di Decreto Ministeriale.

Anche qui tutto normale.

La cosa che potrebbe necessitare di attenzione è il fatto che la dirigenza di detta associazione neo-sindacale che ora promuove, attraverso studi legali loro collaboratori, azioni legali collettive contro il concorso 958 (150 euro a ricorrente circa), sia formata da delegati Co.Ce.R e/o Co.I.R. che, nella veste formale di tali cariche hanno precedentemente voluto, proposto, fatto accettare dal Ministero della Difesa ( omesso di ostacolare all’epoca), quindi brindato vantandosi appena confermato, proprio lo stesso concorso 958 che ora da sindacato stanno attaccando con azioni legali collettive.

Qui nessuno vuole muovere accuse o insinuare nulla contro nessuno.

Si vuole solo capire come sia possibile che le stesse persone, in veste di Delegati della Rappresentanza Militare, propongano e promuovano un concorso a favore dei colleghi in sede e in veste formale indossando una uniforme, per poi cercare di far fermare il medesimo concorso (dal loro stessi voluto e richiesto), attraverso azioni legali in ambito civile investendo di tale compito studi legali a loro legati.

O è stato inizialmente promosso dai nostri Delegati Co.Ce.R. un concorso con evidenti principi di incostituzionalità (come ha evidenziato lo studio legale), lasciando però adito a pensare dell’esistenza di limiti tecnico-professionali dei Nostri Delegati, oppure ora si sta cercando di fomentare il malessere dei colleghi in uniforme al fine di far aderire il maggior numero di persone ai ricorsi collettivi pur sapendo che saranno tutti bocciati.

Potrebbe esserci un possibile conflitto di interesse in atto?

Potrebbe essersi verificato un comportamento non eticamente accettabile da parte di qualche attore?

Tale situazione potrebbe necessitare di un ufficiale e formale accertamento da parte del Ministro della Difesa, dei Vertici Militari e della Rappresentanza Militare?

Certo, il fatto che dopo che si è sollevato il polverone e si sono mossi gli attacchi online sui vari gruppi militari di facebook, nei confronti dell’associazione promotrice di detto ricorso e dello studio legale investito dalla stessa per tale azione legale, i post sopra citati, nel quale si invitava tutti a partecipare massicciamente, sono stati prontamente rimossi, lascia forse adito a qualche domanda e a qualche riflessione.

Nella speranza possano finire presto queste lotte fratricide.

 

C.le Magg. Ca. Sc. Q.S. Carlo CHIARIGLIONE

Presidente Assomilitari

#nessunorimaneindietro

 

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