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Lettera aperta al Ministro della Difesa Elisabetta Trenta: Attraverso i Sindacati, i militari saranno realmente tutelati con leale abnegazione e disinteressato impegno?

Gentilissima Ministro, nel nome del disinteressato rispetto, la lealtà, e l’appoggio verso la sua persona e l’Istituzione che ricopre, Le affermo di non essere completamente in linea su vari punti circa la conduzione del Dicastero che presiede, ma che può comunque contare sul massimo supporto fisico, morale e tecnico che personalmente e con l’Associazione che presiedo, saremo in grado di esprimere.

 

Supporto garantito dal giuramento prestato nel vestire l’uniforme nei confronti della Patria.

 

Tale sostegno perché sia vero, leale e disinteressato, deve per ovvie ragioni rispettare la regola della sincerità oltre che della fattiva e imparziale collaborazione.

 

Questo per doverosa informazione, oltre che per sancire che codesta comunicazione nasce esclusivamente a titolo di collaborazione, ovvero per il benessere del personale in uniforme e delle Istituzioni, senza alcuna ombra polemica.

 

Di recente Lei ha rivoluzionato la vita di tutti i militari italiani attraverso la riforma riferita ai Sindacati militari.

 

La Sua azione decisionale è risultata ardita (suoi predecessori anche più blasonati non ebbero il Suo il coraggio), etica ( fino ad oggi era mancata l’onestà intellettuale e il rispetto della Costituzione), attesa ( una buona parte di militari insoddisfatti della R.M. l’attendevano), infine ostacolata ( non è segreto l’ostruzionismo che sta ancora vivendo da parte di alcuni vertici militari).

 

Ma non per questo Lei si è tirata indietro rispetto alle iniziali promesse, seppur cosciente dei sicuri problemi poi arrivati, e questo le rende incontrovertibilmente merito e onore.

 

Da soldato le posso assicurare che ci vuole molto più coraggio nell’esprimere in “solitaria” mettendoci la faccia, le proprie idee difendendole contro tutto e tutti, che non imbracciare un arma in guerra supportato e protetto dai propri colleghi.

 

Entrando nel merito di questa comunicazione.

 

Ogni realtà, come anche questa dei Sindacati, contiene intrinsecamente lati positivi e negativi, per questo diversi possibili futuri Sindacati godono della nostra fiducia e stima (questa sarà oggetto di successiva formale comunicazione).

 

Ovviamente non esiste un sindacato “buono” o un sindacato “cattivo”, come non esiste un’arma buona o una cattiva; sono le persone con i loro gesti e le loro scelte a renderle tali.

 

Sono i valori etici e morali delle persone che utilizzano uno strumento (sindacato) e/o che ne fanno parte (come ad esempio, lealtà, onestà intellettuale, professionalità, rispetto delle persone ancor prima dei ruoli ricoperti e delle uniformi indossate, incondizionata abnegazione verso le Istituzioni), a farne un sistema a favore del personale in uniforme, delle Istituzioni, quindi dei cittadini, oppure, in assenza di valori sopra citati, a renderle entità che potranno e sapranno solo distruggere tutto ciò che di buono è ancora presente nel nostro mondo militare.

 

Quanto sopra è per dire che un’errata o limitata valutazione attuata da Codesto Dicastero metterebbe i Suoi uomini nelle mani di persone che tutto vogliono tranne il loro bene.

 

La priorità ora, e su questo Lei sarà sicuramente d’accordo, è dare l’assenso Ministeriale a delle realtà in possesso di comprovata professionalità, etica, educazione e attaccamento alla divisa.

 

Per attaccamento alla divisa s’intende anche l’onore, il decoro e il rispetto con cui l’uniforme è indossata e onorata.

 

Già un primo Decreto è stato concesso ad un Sindacato e forse, alla luce di alcune realtà obiettive e oggettive relative ad alcuni promotori dello stesso e a Lei sicuramente sconosciute o celate, forse avrebbe potuto mutare le Sue decisioni o i suoi giudizi in merito.

 

Quello che Le viene chiesto, onde evitare un ripetersi di tale situazione, è di valutare con minuziosa attenzione se tutti i promotori dei vari Sindacati saranno veramente capaci di rispettare quanto ora “focosamente” urlato, per quanto concerne tutela e rispetto verso i militari in uniforme.

 

Per far questo bisognerebbe non sentire cosa hanno oggi da dire, bensì vedere come erano, quello che facevano e che comportamenti tenevano gli stessi “attori” lontani dai riflettori del momento.

 

Nessun ladro ruberebbe con davanti cinque poliziotti.

 

Chi, tra militari in servizio, in quiescenza e civili, ha sempre parlato male dei militari schernendoli e insultandoli, chi ha dimostrato di non vivere a pieno e con passione il servizio militare, chi ha denotato scarsa trasparenza e lealtà, chi ha dimostrato di avere dei conflitti di interesse come ad esempio solo in parte enunciato nel precedentemente articolo del 21 gennaio (Inserto n. 1), può veramente svolgere una funzione di supporto, sostegno e tutela nella maniera più etica e rispettosa delle norme, delle Istituzioni e delle persone che vestono una uniforme?

 

Chi si è macchiato di comportamenti che denotano scarso rispetto delle Istituzioni, non reale attaccamento all’uniforme indossata, mancanza di amore e passione per il servizio svolto verso la Patria, non rispetto e educazione nei confronti dei militari, saprebbe e potrebbe preservare e tutelare realmente i Suoi uomini?

 

Chi ha ricoperto per più mandati (più di dieci anni) la carica di Co.I.R. o Co.Ce.R., senza risolvere i problemi, gli stessi problemi ora usati come cavalli di battaglia in veste di sindacalista, come potrà ora risolverli in pochi mesi come assicurato?

Chi si vanta di amicizie con persone condannate per “associazione mafiosa” (Totò Cuffaro), o con persone che furono ufficialmente ostili ai Giudici Falcone e Borsellino, e lo fa formalmente indossando una uniforme e nel ruolo di Co.Ce.R. è reputato da Lei e dai Vertici Militari come “eticamente o moralmente” adatto a fondare e governare un Sindacato, ovvero ad interfacciarsi formalmente con le istituzioni, quindi a tutelare secondo legge ed educazione civica i cittadini in uniforme, compresi i Carabinieri e le Forze dell’ordine che sono morti proprio per mano della mafia?

Con che spirito collaborativo e di lealtà alcuni prossimi possibili dirigenti sindacali potranno portare avanti tali sodalizi nei rapporti con le Istituzioni e i Vertici militari se nella veste di Co.Ce.R. hanno ricattato il Ministero della Difesa con azioni intraprese proprio grazie al loro ruolo di Delegati? Azioni poi più volte vantate.

I delegati Co.I.R. o Co.Ce.R. da sempre oppositori dei sindacati e che ora inneggiano proprio ai sindacati dicendo che la rappresentanza militare è una realtà inutile e senza motivo di essere, come mai hanno però rivestito tale carica per oltre dieci anni e ancora la rivestono?

 

I delegati Co.I.R. o Co.Ce.R. che ora indicano la Rappresentanza Militare, sempre quella da loro presieduta da oltre dieci anni, come un mucchio di persone egoiste e ruffiane dei vertici militari, nominandola come un sistema corrotto e non funzionante, non ragionano sul fatto che loro stessi erano e sono il sistema?

 

Tutti i delegati che hanno vestito per tre mandati la carica di Co.Ce.R. Co.I.R. e che ora inneggiano ai Sindacati pubblicizzando con eterei post, raggianti e sorridenti foto sui social media, non stanno incarnando un conflitto di interesse nel vestire la doppia veste di sindacalista e di Rappresentanza militare, ovvero proprio la stessa realtà che ora demonizzano e che vogliono eliminare?

 

Non potrebbe essere che in tutti questi mandati ricoperti, tali nostri delegati Co.I.R e Co.Ce.R, ora riscoperti ferventi sindacalisti, hanno volontariamente o involontariamente reso inconcludente il lavoro e la figura della rappresentanza militare (creando enormi danni a tutti i militari), sminuendola, al fine di avvalorare la nascita dei sindacati, quindi, vendere tessere e guadagnare con azioni legali collettive atte a contrastare tutti e tutto, come anche le stesse riforme volute e approvate dagli stessi soggetti nella loro veste di Co.Ce.R.?

 

Non sembrerebbe esserci un controsenso in tutto questo?

 

Per concludere.

 

Come accennato all’inizio tale comunicazione nasce solo per darLe la possibilità di avere alcuni ulteriori spunti di riflessioni ed informazioni oltre a quelle che sicuramente Lei avrà già abbondantemente vagliato e valutato.

 

Questo non vuol dire che sia mancata correttezza o professionalità da parte del Suo operato.

 

Vorremmo solo scongiurare possibili future problematiche vissute dal personale in uniforme causate da una non completa visione della situazione ora in atto.

 

Da militari sappiamo che a volte un cambio di prospettiva visiva stravolge la realtà dei fatti permettendoci di tornare a casa vivi e non avvolti da una bandiera.

 

Tale comunicazione volta al fine di poter rappresentare eventuali/possibili irregolarità o comportamenti scorretti e contrari alle norme, all’onore e al rispetto dell’uniforme, ovvero dell’Istituzione ( quindi per preservarle), compiuti da alcuni soggetti ora promotori di Sindacati militari, nasce anche nel rispetto delle normative vigenti in materia di “autorizzazione” ad associazioni, ovvero della linea guida dettata da tutta la Catena gerarchica fino ai Vertici per quanto riguarda le caratteristiche tecniche e morali necessarie per ricevere il Decreto Ministeriale.

 

Rimaniamo disponibili ad ogni confronto e supporto.

 

Con rispetto e stima.

 

C.le Magg. Ca. Sc. Q.S. Carlo CHIARIGLIONE

Presidente Assomilitari

#nessunorimaneindietro

 

Inserto n. 1:

Sindacati militari e lati oscuri – Concorso 958: altruismo o lucro? Lealtà e coerenza o mera ipocrisia? Di certo un business di oltre 10.000.000 di euro che fa gola a tanti. A Troppi. In attesa e nella speranza che il Ministro della Difesa Trenta, il Capo di Stato Maggiore della Difesa e il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito riescano a dirimere tutti i dubbi e a risolvere tutti i problemi del personale in uniforme.

 

fonte foto: https://www.nuovogiornaledeimilitari.com/difesa-m5s-riconoscimento-primo-sindacato-militare

COMMENTI

  • 30 Gennaio 2019
    reply

    Andrea D.

    Bravo Carlo hai rappresentato al meglio le probabili e tanto scontate dinamiche che sicuramente prenderanno seguito.
    Sai,che per seguito a quanto stai facendo io appoggio tutto quello che fai per moralità,etica, amor di Patria.
    #nessunorimaneindietro

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